Vivere lontano dalla famiglia

Sono nata a Catania e cresciuta lontano da tutto.
Lontano dal mare bello, dal vulcano, da nonni, zii e cugini. Sono cresciuta in mezzo alla nebbia e alle possibilità che il nord ci ha generosamente dato in cambio. In cambio di cosa? Della nostalgia del sole, dei sapori, della lingua e della famiglia.Ho l’accento del nord e tengo sangue del sud.

Per lungo tempo quando mi chiedevano di dove fossi, rispondevo che non ero né carne, né pesce. Mi ricordo ancora quando ogni tanto nonna Antonia smetteva di parlare dialetto e si sforzava di parlare in italiano per qualche attimo. Mi sentivo un po’ marziana. Mi mancava quel senso di intimità che solo il parlare la stessa lingua ti può dare.

Ho sette zii e una miriade di cugini.
Tante vite, tante storie e percorsi diversi. Sono successe cose belle e brutte in questi decenni. E io me ne sono perse parecchie.

Quarant’anni ci sono voluti per apprezzare nel profondo cosa significhi avere una famiglia così. Quarant’anni per capire che, qualunque cosa io sia e ovunque io vada, ho delle radici sotto e sono profonde.

 

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